Conguaglio fiscale

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In occasione del conguaglio fiscale di fine anno, o in caso di cessazione del rapporto di lavoro, il datore di lavoro procede alla rideterminazione delle detrazioni effettivamente spettanti al lavoratore dipendente.

Il sostituto d’imposta, mensilmente, effettua una stima del reddito complessivo del lavoratore: individuate le somme effettivamente corrisposte, il
datore di lavoro rideterminerà, a conguaglio, le detrazioni effettivamente spettanti.

Nei periodi di paga, infatti, al lavoratore dipendente vengono, a titolo provvisorio, applicate le singole ritenute d’acconto sulle retribuzioni corrisposte.

A fine anno sarà, quindi, necessario rideterminare l’imposta sulla base dei dati certi raccolti a consuntivo: determinata l’imposta netta, il datore di lavoro è tenuto a rapportare tale importo all’ammontare complessivo delle ritenute operate in modo da:

  • Recuperare la differenza in meno qualora l’imposta netta risulti superiore all’ammontare trattenuto;
  • Rimborsare al dipendente l’eccedenza qualora le ritenute operate eccedano l’imposta netta.

Nel primo caso, potrebbe verificarsi un’incapienza della retribuzione:  entro il 28 febbraio dell’anno successivo, il sostituito può manifestare per iscritto al sostituto la volontà di versare l’importo corrispondente alle ritenute ancora dovute, ovvero autorizzarlo ad effettuare il prelievo sulle retribuzioni dei periodi di paga successivi al secondo dello stesso periodo di imposta (sul pagamento si applica l’interesse in ragione dello 0,50% mensile).

Nel caso in cui, invece, sia il datore di lavoro  a trovarsi nell’impossibilità di procedere  al rimborso dell’imposta trattenuta in più, è autorizzato ad eseguire la compensazione con le ritenute da effettuare sui redditi  dell’anno successivo.