Enria alle banche: accelerare la preparazione per eventuale hard Brexit

Andrea Enria BCE

Articolo di Milano FinanzaLink

Enria torna a strigliare i governi per lo stallo nel negoziato in corso da oltre due anni sul regime di garanzia europea dei depositi bancari. Il responsabile della vigilanza bancaria della Bce, Andrea Enria, oggi all’Europarlamento ha ribadito che “è importante continuare a rafforzare l’architettura istituzionale dell’unione bancaria dato che il cosiddetto terzo pilastro, cioè il regime di garanzia europea dei depositi bancari, è tuttora mancante”. L’Eurogruppo ne discuterà nuovamente tra una settimana nel corso delle riunioni informali dei ministri finanziari a Helsinki.

Il regime europeo di garanzia dei depositi completerebbe l’unione bancaria. Enria ha spiegato che “gli impedimenti strutturali all’integrazione bancaria e al consolidamento dovuti all’incompletezza dell’unione bancaria, con l’aggiunta di ostacoli legislativi all’attività bancaria transfrontaliera nella zona euro, stanno pesando sulla salute delle nostre banche che soffrono di basse valutazioni di mercato”.

Nel 2020 il board di supervisione della Bce lavorerà su alcune priorità: il completamento del processo di riparazione post-crisi (prosecuzione dello smaltimento dei non performing loans), i rischi emergenti, i fattori che producono una bassa profittabilità e le basse valutazioni delle banche europee da parte dei mercati.

In particolare, da un lato l’autorità bancaria seguirà le linee guida sulle esposizioni deteriorate; dall’altro lato proseguirà nelle raccomandazioni derivanti dalla revisione dei modelli interni bancari. In quest’ottica, ha confermato Enria, la Bce effettuerà alcune “missioni” presso le banche sui rischi di trading e sulle valutazioni degli asset.

Il monitoraggio dei modelli di business delle banche sarà rivolto alla redditività e alla digitalizzazione dei servizi finanziari. Inoltre la Bce sorveglierà e valuterà l’aumento del numero e la rilevanza delle banche che rilocalizzano il business nella zona euro in conseguenza della Brexit. Proprio in vista di una possibile uscita del Regno Unito dall’Ue senza accordo “le banche devono accelerare la preparazione dei piani relativi alla Brexit per essere effettivamente pronti nel caso di un recesso duro del Regno Unito dall’Ue a fine ottobre”, ha suggerito il responsabile della vigilanza bancaria della Bce.

Sulle nuove esposizioni non performing la Bce ritiene che alcuni aggiustamenti alle aspettative di supervisione rispetto al loro smaltimento “siano giustificati” allo scopo di rafforzare la coerenza dell’approccio da seguire e ridurre gli oneri di reporting a carico delle banche. Quando è stata istituita la Vigilanza bancaria della Bce, a novembre 2014, il volume dei non performing loans detenuto dalle banche significative si collocava intorno a 1000 miliardi di euro. A fine marzo di quest’anno la cifra si è quasi dimezzata a 587 miliardi di euro.

Infine, Enria ritiene necessario applicare anche alle banche minori la supervisione relativa al rischio sistemico. Il motivo “è che ci sono piccoli istituti di credito che possono produrre un rischio sistemico per cui scoraggio l’Unione europea ad abbandonare la strada della supervisione a tale livello”. (riproduzione riservata)