Gualtieri, al Mef uno storico esperto di banche e assicurazioni

Roberto Gualtieri

Articolo di Milano FinanzaLink

Dopo nove anni un politico torna al ministero dell’Economia, interrompendo la sequenza di tecnici che si sono susseguiti dietro la scrivania che fu regalata a Quintino Sella. Anche per questo la nomina di Roberto Gualtieri a Via XX Settembre è stata accompagnata dai tanti curiosi che hanno guardato un video su youtube che lo riprende, chitarra in mano, mentre canta “Bella Ciao”.

La sua nomina “sarebbe un bene per l’Italia e per l’Europa”, ha detto Christine Lagarde, prossimo presidente della Bce, quando ancora il nome di Gualteri era soltanto un’indiscrezione. Il segnale che il nuovo inquilino del Palazzo delle Finanze, in questi anni, si è guadagnato la stima degli ambienti europei.

Europeista e storico contemporaneo, da dieci anni siede al Parlamento europeo tra le file dei socialisti, eletto per la prima volta nel 2009 nelle liste del Pd e nominato nel 2014 e nel 2018 alla presidenza della Commissione problemi economici e monetari. Con questo incarico il sito Politico.ue lo ha inserito nella classifica dei tre eurodeputati più ascoltati e influenti della scorsa legislatura.

Ha guidato le trattative per rendere meno rigide le norme sugli aiuti di Stato agli istituti e anche durante il governo gialloverde, in una logica bipartisan, ha lavorato molto perché non partissero procedure sui conti dell’Italia. Il nuovo responsabile dell’Economia può vantare anche ottimi rapporti con l’attuale numero uno dell’Eurotower, Mario Draghi, avendo seguito in questi anni lo sviluppo della complessa legislatura Ue sugli istituti di credito.

Negli anni Gualtieri non ha mancato di riservare critiche alle misure di austerità economica, posizioni capaci di fargli mantenere un buon rapporto con la delegazione pentastellata a Strasburgo. Le sue capacità e i suoi ottimi rapporti con gli ambienti europei saranno ora fondamentali per affronta i complicati dossier che aspettano l’Italia nei prossimi mesi. Entro la fine di settembre si attende la nota di aggiornamento al Def e poi toccherà alla legge di Bilancio, e bisognerà disinnescare le clausole di salvaguardi per l’aumento dell’Iva che rappresentano un fardello da 23 miliardi.

Con un curriculum da studioso (è stato professore di Storia all’Università la La Sapienza di Roma), Gualtieri, quindi non è certo digiuno di economia. Classe 1966, si è formato politicamente nei Democratici di Sinistra, arrivando a diventare vicedirettore della fondazione Istituto Gramsci. Ex dalemiano, è stato componente del comitato di redazione di ItalianiEuropei, rivista della fondazione dell’ex premier. Nel 2008 è inoltre entrato nella Direzione nazionale del Pd ed è stato tra i consiglieri economici dei governi Renzi e Gentiloni.

Gualtieri vanta anche un forte legame con la sinistra brasiliana e con il Paese in generale. Si è speso a favore della scarcerazione dell’ex presidente Luis Inacio Lula da Silva. Il leader del Partito dei Lavoratori ha ricambiato con un accorato endorsement in occasione delle ultime elezioni europee a maggio. “Gualtieri, ha scritto Lula, “ha sostenuto le lotte sociali, democratiche e ambientali in Europa e anche in Brasile, dove vivono migliaia di italiani e milioni di discendenti di italiani. Un’Europa democratica e moderna, con più occupazione, sviluppo e integrazione, è molto importante per la costruzione di un mondo con meno povertà e meno guerra, più solidarietà e meno intolleranza, più speranza e meno odio”. (riproduzione riservata)