Banche Ue superano stress test, ma restano vulnerabilità

Articolo di We Wealth Link

Le banche europee superano la prova degli stress test. La Bce riscontra nel complesso posizioni di liquidità adeguate per le banche dell’area dell’euro, ma alcune vulnerabilità richiedono ulteriore attenzione

Le banche dell’eurozona superano la prova degli stress test. Ma Francoforte resta vigile. La Bce riferisce che, in base ai risultati della prova di stress di vigilanza condotta nel 2019, la vasta maggioranza delle banche vigilate mostra nel complesso posizioni di liquidità adeguate. “Alcune vunerabilità”, sottolinea però Francoforte, richiedono “ulteriore attenzione”.

Secondo l’istituto che da novembre sarà guidato da Christine Lagarde, ad esempio, “la maggior parte delle banche ha presentato le informazioni richieste in maniera tempestiva”. Ma, “al tempo stesso, la prova ha contribuito a portare alla luce le carenze nella qualità dei dati segnalati sulla liquidità per diverse banche”.

Gli stress test effettuati dalla Bce hanno dato risultati “sostanzialmente positivi: circa la metà delle 103 banche che vi hanno preso parte ha indicato un ‘periodo di sopravvivenza’ superiore a sei mesi in caso di shock avverso e di oltre quattro mesi nell’eventualità di uno shock estremo”, spiega Francoforte.

Per ‘periodo di sopravvivenza’ – ricorda la Bce – si intende il numero di giorni in cui una banca può continuare a operare utilizzando il contante e le garanzie reali disponibili, senza finanziarsi sul mercato.

L’orizzonte temporale di sei mesi, sottolinea la Bce, è più esteso del periodo a cui si riferisce l’indice di copertura della liquidità, in base al quale le banche devono detenere riserve di attività liquide di qualità elevata sufficienti a superare un periodo di stress di liquidità significativo della durata di 30 giorni di calendario.

Lunghi periodi di sopravvivenza nelle circostanze di grave shock previste dall’esercizio lascerebbero alle banche un margine di tempo significativo per attivare i propri piani di finanziamento di emergenza. Dal campione sono state escluse le filiazioni di enti significativi situate nell’area dell’euro e le banche in fase di fusione o ristrutturazione.

Gli stress test della Bce

La Bce specifica che gli shock simulati nell’esercizio sono stati calibrati sulla scorta dell’esperienza di vigilanza maturata durante i recenti episodi di crisi, senza alcun riferimento alle decisioni di politica monetaria.

L’analisi di sensibilità si è concentrata esclusivamente sul potenziale impatto degli shock di liquidità idiosincratici sulle singole banche. Non sono state valutate le cause potenziali di tali shock né l’impatto di turbolenze più ampie sui mercati.

Francoforte sottolinea inoltre che le banche universali e le banche di rilevanza sistemica globale risentirebbero in misura maggiore rispetto alle altre di shock di liquidità idiosincratici, poiché di solito ricorrono a fonti di finanziamento meno stabili, quali depositi all’ingrosso e delle imprese, che nell’esercizio sono stati soggetti a tassi di deflusso più elevati. L’impatto sulle banche al dettaglio sarebbe invece meno forte, data la maggiore stabilità della loro base di depositi.

La Bce resta vigile

Nonostante la maggior parte degli istituti di credito dell’eurozona possa tirare un sospiro di sollievo per i risultati degli stress test, la Bce ha individuato alcune vulnerabilità. Per questo Francoforte “richiederà alle banche di intervenire sui rilievi emersi dall’esercizio, in particolare nei seguenti ambiti in cui sono state riscontrate vulnerabilità”:

  • I periodi di sopravvivenza calcolati sulla base dei flussi di cassa in valuta estera hanno spesso durata inferiore rispetto a quelli segnalati a livello consolidato. Diverse banche ricorrono a finanziamenti all’ingrosso a breve termine denominati in valuta estera e alcune possono dipendere eccessivamente dalla continuità del funzionamento del mercato degli swap in valuta.
  • Se considerate a livello individuale, le filiazioni di banche dell’area dell’euro ubicate all’esterno dell’area mostrano in genere periodi di sopravvivenza più brevi rispetto a quelle situate al suo interno. Infatti, la prassi comune di ricorrere al finanziamento infragruppo e/o da parte della capogruppo potrebbe esporre alcune filiazioni al rischio di ring-fencing (vincoli al trasferimento di liquidità) nelle giurisdizioni estere.
  • Alcune ‘strategie di ottimizzazione’ sul piano regolamentare emerse dall’esercizio saranno discusse con le banche nel contesto del dialogo di vigilanza.
  • Per finanziarsi ulteriormente in caso di necessità, molte banche sarebbero in grado di mobilizzare garanzie reali in aggiunta alle riserve di liquidità prontamente disponibili. Tuttavia, presso alcune banche, le prassi di gestione delle garanzie, cruciali in circostanze di crisi di liquidità, trarrebbero beneficio da ulteriori miglioramenti.
  • Le banche possono sottostimare l’impatto negativo sulla liquidità che potrebbe derivare da un declassamento del merito di credito. Gli enti con recente esperienza di gestione della liquidità in condizioni di stress sono stati in grado di fornire dati di qualità più elevata in questo contesto.