Brexit, ecco le implicazioni finanziarie

Articolo di Professional Advisor Online Link

L’accordo siglato giovedì 17 ottobre da britannici e funzionari dell’Unione europea a Bruxelles potrebbe finalmente spianare la strada – dopo 46 anni dall’ingresso nel mercato comune – alla Brexit votata nel Regno Unito a giugno 2016.

Nonostante i mercati finanziari abbiano festeggiato il tutto è ancora in alto mare. Sabato 19 ottobre, infatti, il nuovo accordo dovrà essere ratificato dal Parlamento britannico. Qui Boris Johnson non ha più la maggioranza, e già i partner della coalizione (DUP, gli Unionisti irlandesi) rappresentano un grosso ostacolo. Mentre i Laburisti premono per un nuovo referendum, affermando che l’accordo è peggiore di quello proposto da Theresa May.

Senza i suoi alleati nordirlandesi, Johnson ha bisogno di raccogliere circa 61 voti tra i 75 deputati disponibili per ottenere l’approvazione dell’accordo, il che implica anche convincere i deputati del suo stesso partito.

Gli scenari

“Se l’accordo sarà approvato dal Parlamento britannico, il periodo di transizione inizierà il 1° novembre e anche i negoziati commerciali inizieranno immediatamente – commenta Esty Dwek, Head of Global Market Strategy Dynamic Solutions di Natixis Investment Managers – Riteniamo che questi limiti verrebbero prorogati, per cui uno status quo virtuale regnerebbe per più anni, ma senza incertezze. Ciò sarebbe accompagnato da una forte ripresa del mercato, con benefici finanziari, soprattutto perché anche i rendimenti aumenterebbero, rendendo più ripida la yield curve. Anche la sterlina continuerebbe il suo recente rialzo”.

E se invece il deal venisse respinto? “Johnson spingerebbe di nuovo per le elezioni generali, anche se questo potrebbe richiedere un secondo referendum – continua Dwek – C’è anche la possibilità di un governo custode, con un possibile referendum prima delle elezioni. In ogni caso, l’incertezza persisterà e gli asset torneranno verso i livelli recenti. Crediamo però che l’accordo di Johnson abbia maggiori possibilità di passare rispetto a quello della May: l’incertezza, infatti, pesa sui dati e sul sentiment e questa potrebbe essere l’ultima possibilità per una Brexit più morbida”.

Quali le implicazioni finanziarie?

L’indice FTSE 100 è stato il grande vincitore della seduta di giovedì 17, ma più in generale i mercati finanziari hanno avuto benefici, in quanto i tassi e l’accordo di libero scambio, che comprende la libera circolazione dei capitali e i pagamenti, sosterrebbero il settore.

“Manteniamo una visione costruttiva sulle attività di rischio, in quanto riteniamo che l’allentamento delle tensioni geopolitiche relative alla Brexit e ai dazi USA-Cina sosterrà il sentiment e che un no deal non sia probabile – continua il manager di Natixis IM – Se l’accordo non fosse approvato nel Regno Unito, si potrebbe registrare di nuovo una delusione. E crediamo che alcuni risultati trimestrali decorosi potrebbero essere utili per prolungare il rally. Anche se i rendimenti sono stati sostenuti, non ci aspettiamo una mossa brusca fintanto che perdurino le smorzate aspettative di inflazione e le preoccupazioni per la crescita globale, ma i rendimenti potrebbero ancora aumentare se le incertezze globali continueranno a essere rimosse”.