Pagamenti digitali e lotta al contante. I piani del governo e i commenti dei tecnici

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Superbonus per incentivare i pagamenti digitali, lotteria degli scontrini e tetto al contante. Ecco gli obiettivi dell’esecutivo e l’opinione di alcuni tecnici

Superbonus e lotteria degli scontrini per chi sceglie i pagamenti digitali e limite di 1.000 euro all’uso del contante. Sono questi due dei tasselli della strategia del governo Conte 2 per combattere l’evasione fiscale. Piano, però, giudicato non troppo positivamente dagli esperti del settore. Ecco fatti, obiettivi e commenti.

IL SUPERBONUS

Partiamo da quelle che dovrebbero essere buone notizie per i contribuenti. Per incentivare i pagamenti elettronici e rendere tutto tracciabile, il governo Conte 2, come riporta il Sole 24 Ore, ha pensato ad un superbonus per i pagamenti digitali, per restituire una quota della cifra pagata ai consumatori che utilizzino carte o bancomat. I rimborsi dovrebbero partire tra due anni e sul piatto, il governo ha stanziato tre miliardi nel 2021 e 2,8 miliardi nel 2022.

LA LOTTERIA DEGLI SCONTRINI

E sempre con l’obiettivo di combattere l’evasione fiscale e limitare l’uso del contante, il governo punta anche a una lotteria degli scontrini su operazioni avvenute esclusivamente con pagamento elettronico. Previsti premi da migliaia di euro ed estrazioni mensili.

DETRAZIONI CON PAGAMENTI ELETTRONICI

Nel decreto fiscale legato alla manovra, c’è anche il via libera alla detrazione solo per i servizi pagati tramite modalità tracciabili. Da luglio 2018 la deduzione dei costi e la detrazione dell’Iva per i rifornimenti di carburante da parte dei titolari di partita Iva è è riconosciuta solo a chi sostiene la spesa con modalità tracciabili. Questo stesso modello potrebbe essere applicato anche per le spese mediche e farmaceutiche, per tutti i contribuenti.

NUOVO LIMITE AL CONTANTE

Passiamo alla guerra diretta al contante. L’articolo 19 dell’ultima bozza del Decreto Fiscale prevede che “All’articolo 49, commi 1 e 3, del decreto legislativo 21 novembre 2007 n. 231, le parole “3.000 euro” sono sostituite dalle seguenti “1.000 euro”.”

Tutto questo significa che la soglia massima di pagamenti in contante viene abbassata dai 3.000 euro attualmente in vigore a 1.000 euro.

L’EFFETTO PER I CONSUMATORI

Fino ad oggi è stato possibile dare fino a 2.999,90 euro in contanti ad una persona o ad una azienda, utilizzando strumenti tracciabili come bonifici bancari e pagamenti con carta per importi superiori ai 3.000 euro. In futuro, secondo il Decreto Fiscale, il limite per i pagamenti contanti sarà di 990,90 euro. Tutte le altre operazioni dovranno essere tracciabili.

RIDUZIONE DELLA SOGLIA IN DUE TEMPI

Secondo quanto riposta il Sole24Ore, la riduzione al tetto del contante sarà effettuata in due tempi (diversamente da quanto previsto nella prima bozza del decreto Fiscale). Su pressioni di Italia Viva e in base alle perplessità espresse dal Movimento 5 Stelle, si partirà, dal 2020, con un abbassamento da 3mila a 2mila euro. Dal 2022 la soglia sarà di mille euro.

OBIETTIVO: LOTTA ALL’EVASIONE

La scelta di abbassare il limite rientra nella politica del governo Conte 2 di lotta all’evasione. L’Italia, secondo l’ultima statistica di “The Tax Research LLP” che ha analizzato una per una ogni nazione della Ue (dati 2015), l’Italia sarebbe la prima nazione in Europa per evasione fiscale con 190,9 miliardi di euro. Segue la Germania con 125,1 miliardi di evasione.

UN PIANO CHE FUNZIONA?

Ma il piano del governo, per alcuni esperti di settore, non funziona. Hanno scritto Maurizio Meoli e Enrico Zanetti (tributarista ed ex vice ministro alle Finanze) su Eutekne.it; “L’effetto in chiave anti evasione fiscale dei limiti all’uso del contante è del resto molto opinabile. A differenza degli incentivi all’utilizzo della moneta elettronica, che creano un effetto di “contrasto di interessi” tale per cui chi compra è incentivato a fare una transazione tracciata anche in contesti in cui chi vende preferirebbe accordarsi per un pagamento in contanti, cosi da poter poi non fatturare, il limite all’uso del contante si rivela perfettamente inutile nei contesti in cui chi vende è in condizioni organizzative per poter decidere di non fatturare (perché non incide minimamente sulla propensione di venditore e acquirente a mettersi d’accordo o meno)”.

LIMITE AL CONTANTE E’ CONTROPRODUCENTE?

Per gli analisti di Eutekne, una riduzione così drastica al limite al contante, sarebbe addirittura controproducente “nei contesti in cui chi vende è in condizioni organizzative per cui la transazione viene comunque fatturata quale che sia la forma di pagamento (perché impedisce a chi fatturerebbe la cessione o prestazione di accettare il pagamento in contanti)”.

“In altre parole – spiegano Meoli e Zanetti – tetti esagerati al contante non frenano l’evasione laddove comunque non si fattura, al massimo frenano i consumi laddove comunque si sarebbe fatturato”.