Popolare di Bari, le trattative per Banca Promos, Vesuviana e Fire

Banca Popolare di Bari

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La Banca Popolare di Bari sfoglia la margherita del partner e tra le foglie ci sono Banca Promos, Vesuviana e Fire. L’istituto guidato da Vincenzo De Bustis deve fare un’acquisizione entro l’anno per utilizzare il decreto crescita allo scopo di mettere al sicuro il bilancio e, spiega il Messaggero, ora è arrivato il momento di stringere:PUBBLICITÀ

La Superpopolare del Sud per riunire sotto un’unica holding, da Sondrio a Ragusa, 17 istituti, resta per ora un progetto. Attualmente le grandi manovre ruotano attorno a tre banche più piccole (Promos, Vesuviana, Brs) e una finanziaria (Fire), situate da Napoli a Messina, con la Popolare di Bari che, entro fine anno, deve finalizzare almeno un’aggregazione per tornare sopra il livello di guardia: il Cet1 al 6,22% è sotto il minimo regolamentare, certificato dalla semestrale chiusa in rosso di 58,1 milioni, dopo la maxi-perdita 2018 di 420 milioni.

Con l’ausilio di Mediobanca, Oliver Wyman e lo Studio Tremonti, l’istituto pugliese è a caccia di occasioni per utilizzare i benefici del decreto crescita e trasformare le Dta, ovvero le attività fiscali differite, in crediti di imposta fino a 500 milioni. Questo meccanismo concesso dal precedente governo, potrà produrre effetti tramite una fusione.

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Nella sua caccia, la banca guidata da Vincenzo De Bustis movimenta il mercato aprendo spazi dove si stanno infilando la Popolare di Torre del Greco e la Banca agricola di Ragusa, sollecitate dal disegno di concentrazione delle autorità. Bankitalia e Tesoro spingono per un’aggregazione da tempo: lo stesso Mef studia un intervento del Mediocredito Centrale Banca del Sud, controllato tramite Invitalia, nel ruolo di catalizzatore di più istituti.

Lo stesso brand di Banca del Sud può risultare funzionale all’idea coltivata in casa M5S di una banca dedicata al Mezzogiorno. Ma questi sono progetti futuri. Di concreto nell’immediato ci sono operazioni isolate che sono cosa diversa dagli auspici del governatore Ignazio Visco diffusi all’assemblea Abi di luglio e, dieci giorni fa a Napoli, di Fabio Panetta, dg di Bankitalia e prossimo alla nomina nell’esecutivo Bce.