Si può fare un bonifico senza dare codice fiscale?

Articolo di La Legge per tutti Link

In caso di pagamento su un conto corrente o una carta PostePay ci si può limitare a fornire solo l’iban?

Hai bisogno di ricevere dei soldi da una persona che si trova a diversi chilometri di distanza. Non potendo farti spedire i contanti hai chiesto di farti un bonifico. Preferiresti, tuttavia, che il pagamento risulti anonimo, che non appaia né il tuo nome e cognome né qualsiasi altro dato che possa far risalire alla tua persona. Non vuoi, infatti, avere grane con l’Agenzia delle Entrata o con qualsiasi altro soggetto che, un giorno, potrebbe chiederti spiegazioni in merito a tale passaggio di denaro. Così ti chiedi se si può fare un bonifico senza dare codice fiscale. La risposta non è sempre la stessa: tutto dipende, infatti, dallo strumento di pagamento utilizzato per eseguire l’accredito del denaro. Per aiutarti a orientarti nell’argomento cercheremo di fornirti, in questo breve articolo, qualche spiegazione pratica. Ti indicheremo, in particolare, quando si può fare un bonifico solo con l’Iban e quando invece è necessario il c.f.Ma procediamo con ordine.

Bonifici solo con Iban

Tutti i bonifici diretti a un conto corrente bancario o postale necessitano sempre dell’Ibandel beneficiario. L’Iban è il dato necessario e sufficiente per eseguire l’accredito.Anche se la pagina della tua home banking ti chiederà di indicare il nome e il cognome del beneficiario o la denominazione della relativa ditta, si tratta di dati che, se anche forniti in modo errato o incompleto, non pregiudicano il buon fine dell’operazione che viene definita proprio in base all’Iban.Nel contrasto tra il nome e il cognome o la denonimanzione della ditta beneficiaria e il codice Iban prevale quest’ultimo; sicché, chi sbaglia anche una sola cifra dell’Iban pur indicando correttamente gli estremi del beneficiario, potrà trovarsi in una di queste due situazioni: se all’Iban non corrisponde alcun conto corrente riceverà un messaggio di errore dalla banca; se invece l’Iban è utilizzato da un altro soggetto, i soldi verranno accreditati sul conto corrente di quest’ultimo. In tal caso, bisognerà revocare il bonifico, impartendo l’ordine alla propria banca nei termini concessi dal proprio contratto oppure, in alternativa, rivolgersi al beneficiario e chiedergli la restituzione.

Bonifici su carte di credito prepagate

Stesso discorso vale nel caso del bonifico indirizzato a una carta di credito prepagata. Si tratta di strumenti rilasciati dalle banche con un proprio Iban.

Bonifici su carta PostePay

Un caso particolare sono le carte PostePay. Queste infatti consentono, di norma, il bonifico solo fornendo il codice fiscale dell’interessato.Di recente, le Poste hanno attivato delle nuove carte di pagamento, alcune con un Iban. Una di queste è la PostePay Evolution. Il vantaggio di tali strumenti è che sono molto simili ai conti correnti, sicché il pagamento può avvenire fornendo solo l’Iban del beneficiario.Si tenga, tuttavia, conto che le carte PostePay vengono concesse solo a privati e non alle società.

Pagamenti con Iban: sono tracciabili?

In ogni caso, è bene precisare che, anche fornendo il solo Iban del beneficiario, il pagamento è completamente tacciabile. La tracciabilità consente, quindi, di risalire sia a chi ha eseguito il versamento (a prescindere che ciò sia avvenuto con contanti allo sportello o con addebito su un altro conto corrente), sia a chi ha ricevuto i soldi.La tracciabilità dell’operazione consente però solo all’amministrazione finanziaria (Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate Riscossione) di risalire ai soggetti coinvolti nell’operazione.Dunque, un pagamento eseguito su un conto corrente, su una carta di credito prepagata, su una PostePay con o senza Iban non è mai anonimo: i dati delle parti sono sempre in chiaro. Chiaramente, si tratterà di informazioni che possono essere utilizzati solo ai fini fiscali, nell’ambito della lotta all’evasione fiscale.