Ubi-Bper: ecco perchè sono le nozze più probabili. Matrimonio finanziato con cessioni e/o aumento capitale

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Nel commentare l’intervista che è stata rilasciata al Sole 24 Ore dal numero uno di Ubi banca, Victor Massiah, Equita sottolinea che una fusione con Bper

Ubi-Bper: il mercato ci scommette, così come ci scommettono gli analisti, che vedono di buon occhio le nozze. O, per essere più precisi, le preferiscono ad altre combinazioni, come potrebbero essere quelle tra Ubi Banca e Banco BPM. E’ il caso anche di Equita, che dirama una nota nel commentare l’intervista che è stata rilasciata al Sole 24 Ore dal numero uno di Ubi banca, Victor Massiah.
Nella nota, Equita mette in evidenza quelli che sono, a suo avviso, i punti principali emersi nell’intervista rilasciata dal CEO di Ubi:

  • le fusioni fra banche sono frenate allo stato attuale dalla necessità di spesare immediatamente i costi per gli esuberi oltre che dai differenti modelli di calcolo degli assorbimenti patrimoniali. Secondo noi questi, oltre a questi vincoli, gli ostacoli di governance rendono meno probabile una fusione fra UBI e BAMI (Banco BPM, per l’appunto). In base ai nostri calcoli una fusione fra UBI e BPER potrebbe comportare oneri one-off per 1,4bn (di cui 820mn per riduzione del personale), portando il CET1 della combined entity da 12,5% a 11%, livello che potrebbe essere aumentato tramite cessioni e/o un aumento di capitale da 500mn-1bn.
  • La nuova partnership di bancassurance verrà presentata col piano industriale del 1Q (primo trimestre). Indirettamente quindi l’AD conferma che UBI opterà – come era ragionevole attendersi – per la conferma dell’attuale assetto che fa leva sul know-how di un player industriale, rinunciando quindi al riacquisto delle quote delle società. In base ai nostri calcoli la vendita e il riacquisto delle quote nelle fabbriche prodotto assicurative potrebbe portare a un rilascio di capitale di circa 90bps.
  • UBI non intende applicare tassi negativi sulla raccolta.

Dal fronte Bper, non ci sarebbero problemi riguardo a un matrimonio con Ubi, come hanno confermato le dichiarazioni che sono arrivate da Alessandro Vandelli, amministratore delegato di Bper, in un’intervista rilasciata settimana scorsa a La Repubblica:
“A questo punto ci sono le condizioni per le aggregazioni, nel mondo bancario: la tempistica non è imminente, ma nemmeno troppo lontana, il 2020 sarà ragionevolmente l’anno delle riflessioni. Bper si farà trovare pronta“.
Vandelli ha precisato che al momento “non ci sono dossier aperti” ma “le banche potenzialmente coinvolte non sono molte: Banco Bpm, Ubi, Bper e Mps“.
Bper è insomma pronta a una operazione di aggregazione. Epiù fattori portano a scommettere proprio sul matrimonio Ubi-Bper, vista la benedizione che nelle ultime ore è arrivata anche dal numero uno di Unipol, Carlo Cimbri, alle mire di fusione di Bper.

Bper la migliore banca del Ftse Mib nel 2019

Il mercato stesso sicuramente scommette sul matrimonio Ubi-Bper: le quotazioni di Bper, oggi in rialzo, viaggiano a tal proposito ai massimi dall’agosto del 2018, con una performance nel 2019 pari a +37%. Il titolo è il migliore tra i bancari dell’anno.
Certo, in generale sul tema fusioni banche, nell’intervista rilasciata al Sole 24 Ore e pubblicata oggi, il numero uno di Ubi Banca, ceo Victor Massiah, ha sottolineato l’importanza, nel caso in cui si mediti una operazione di aggregazione, di fare prima un’analisi attenta su due elementi. Ma di certo non ha escluso alcuna operazione di fusione nel settore. A cui il mercato e gli analisti continuano così a credere.