Bper, 9 ipotesi per una fusione: favorita Ubi, spunta Crédit Agricole

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L’istituto modenese, di cui Unipol è il maggiore azionista con circa il 20%, avrebbe commissionato uno studio a Citigroup che individua le opzioni strategiche in Italia e all’estero.

Bper studia una possibile fusione e riaccende così i riflettori sul risiko delle banche di medie dimensioni. L’istituto modenese, di cui Unipol è il maggiore azionista con circa il 20%, avrebbe commissionato uno studio a Citigroup che individua nove opzioni strategiche in Italia e all’estero. La più gettonata resta Ubi, come già emerso da indiscrezioni circolate nei mesi scorsi. Ma spunta anche il Crédit Agricole. Fra le italiane selezionate per un possibile matrimonio figurano inoltre come prevedibile Banco Bpm, Mps, Popolare di Sondrio, Creval e Credem. Fra le europee (o meglio francesi) Bnp Paribas e Société Générale.

Bper, fusione allo studio con esperti di Citi

Il cda di Bper, riunitosi giovedì scorso, avrebbe preso visione dello studio commissionato a Citi, secondo quanto scrive oggi il quotidiano Il Messaggero. Si tratta di una ricognizione strategica a tutto campo, su cui non è stata ancora presa nessuna scelta, ma che nel frattempo è stata illustrata al cda da Pierpaolo Di Stefano, responsabile per l’Italia della banca d’affari Usa.

Le aspettative del mercato, come detto, si concentrano soprattutto su Ubi, peraltro quasi una “promessa sposa” di Banco Bpm, ma la banca lombarda secondo la ricostruzione è solo una delle sei alternative domestiche proposte da Citi, che ha messo a confronto i potenziali partner nazionali e le grandi banche europee che hanno interessi in Italia.

L’analisi si è soffermata su dimensioni degli attivi, numero e collocazione geografica delle filiali, Npl in rapporto con gli impieghi, patrimonializzazione e capitalizzazione.

Bper, 9 ipotesi per la fusione

Per quanto riguarda i potenziali partner europei, fra le tre opzioni individuate spicca il Crédit Agricole, per cui l’Italia rappresenta il primo mercato dopo quello francese ed è anche uno dei maggiori istituti ad operare nel nostro Paese, con centro delle operazioni a Parma. Inoltre vengono citate Bnp Paribas e SocGen.

Il focus di Bper e del management guidato dall’ad Alessandro Vandelli è comunque su un partenr italiano. Il report prodotto da Citi ha individuato, oltre a Ubi, anche lo stesso Banco Bpm, la “solita” Mps, Bp Sondrio, Creval e Credem.

Il cda di Bper avrebbe preso atto della ricognizione. Il prossimo cda è in calendario il 23 gennaio.

Intanto in Borsa alle ore 11,07 le azioni Bper scambiano piatte a quota 4,6 euro, con il Ftse Italia Banche poco sotto la parità.