«IL PIANO INDUSTRIALE DELLA POPOLARE DI BARI DEVE TUTELARE L’OCCUPAZIONE»

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Popolare di Bari - Tutela Occupazione

«Le scelte dei commissari straordinari della Bpb vanno nel segno, che avevamo auspicato, della discontinuità. Attendiamo il piano industriale che deve categoricamente tutelare l’occupazione».

In vista della presentazione del piano industriale del gruppo, il neo-coordinatore Fabi Gianfranco Mosaico fissa i paletti del sindacato sul futuro della banca. A cominciare da una decisa inversione di rotta sulle pressioni commerciali, sia per un necessario rispetto dei 3.200 lavoratori del gruppo che per riconquistare la fiducia della clientela.

Le preoccupazioni provocate dalla crisi della banca – e che inevitabilmente hanno poi coinvolto i risparmiatori – sono state infatti scaricate proprio sui lavoratori, che non hanno però alcuna responsabilità per quanto è successo: «Tutto era stabilito dai vertici – sottolinea Mosaico – L’indagine della magistratura farà chiarezza su tutto, ne sono sicuro. Ma a me, così come a tutta la Fabi, sta a cuore il futuro e la solidità della banca perché mi interessa la tutela dei posti di lavoro».

La Banca Popolare di Bari è in una fase decisiva e storica: il piano industriale che partirà a breve prevede infatti anche l’avvio della trasformazione della banca in spa. In un momento così delicato, l’aspetto fondamentale ed assolutamente prioritario per il sindacato è la salvaguardia dell’occupazione: «I lavoratori vanno tutelati sotto ogni aspetto, considerando che sono vittime di questa crisi. Qualsiasi iniziativa sulle uscite di colleghi dovrà prevedere solo forme volontarie, senza mobilità selvagge e senza deroghe al contratto nazionale».

Una banca che sia attrezzata bene per fare il suo mestiere: da una parte gestire il denaro dei risparmiatori, dall’altra dare prestiti a famiglie e imprese. È questo l’obiettivo della Fabi, esposto dal suo coordinatore di gruppo. Che conclude: «Rigetteremo con forza qualsiasi proposta o iniziativa che si traduca in macelleria sociale. Se ci sarà da fare battaglia, non ci tireremo indietro».

Roma, 3 marzo 2020

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