Truffe da capogiro a banche e assicurazioni, chiusa l’inchiesta: sei indagati.

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Articolo di LeccePrima Link

di Veronica Valente – Giungono al termine le indagini “Camaleonte” sul gruppo accusato di aver organizzato piani truffaldini per migliaia di euro tra l’estate del 2018 e lo scorso febbraio.

LECCE – Si presentò in banca come dipendente del Ministero degli Interni, in servizio presso la polizia stradale di Napoli, riuscendo a ottenere un mutuo ipotecario pari a 100mila euro per la compravendita di un’abitazione. Ma il sedicente poliziotto – le cui generalità, in realtà, risultarono appartenere a un ex fantino di origine toscana defunto nel 2014 – non mise in scena da solo questo copione per appropriarsi della somma. Ad aiutarlo sarebbe stata proprio la funzionaria in servizio nella filiale di Galatina della Monte dei Paschi di Siena che, il 17 luglio del 2018, curò la pratica e che, scoperta dai dirigenti fu licenziata in tronco: Anna Pantalea De Pascalis, 53enne di Martano.

Questo fu solo il primo degli episodi accertati dall’inchiesta non a caso denominata “Camaleonte”, condotta dal pubblico ministero Stefania Mininni con i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, e messi nero su bianco nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Giovanni Gallo, lo scorso febbraio, e ora nell’avviso di conclusione delle indagini.

Restano sei in tutto gli indagati, inclusa l’operatrice bancaria, accusati a vario titolo di associazione a delinquere, truffa, e una serie di falsi: Domenico Cezza, 52 anni, di Poggiardo; Pantaleo Martano 55, di Melendugno; Orazio Orlacchio, 49, originario di Arpaia (in Campania) ma residente a Poggiardo. E poi, Luigi Minghetti, detto “pitbull”, 61, di Acquarica del Capo; Vincenzo Montinaro, 49, di Melendugno.

Secondo l’accusa, Cezza, ritenuto il regista delle truffe, avrebbe stabilito quali documenti falsi creare, incaricando De Pascalis e Martano della loro realizzazione, eccetto che per i timbri e le autentificazioni fasulle per le quali si sarebbe rivolto a persone (rimaste non identificate) in Campania. I piani truffaldini sarebbero stati pianificati anche in danno della Compagnia di Assicurazioni Allianz, grazie al supporto di Orlacchio che svolgeva la professione di agente presso la sede di Brindisi. In particolare, grazie a quest’ultimo, utilizzando documenti d’identità e patenti di guida contraffatti (molti dei quali trovati nei cellulari di alcuni indagati) intestati a persone inesistenti o decedute o inconsapevoli, venivano stipulate polizze assicurative, e i guadagni, una volta incassate le provvigioni, sarebbero stati spartiti. Con questo metodo, secondo le analisi dei finanzieri, i premi accumulati, dal dicembre 2018 fino allo scorso febbraio, sarebbero stati di circa 760mila e 600 euro, riferibili a 407 polizze false.

Questo il quadro accusatorio che i sei indagati avranno modo di respingere attraverso gli avvocati: Stefano Stefanelli, Mario Blandolino, Umberto Leo, David Alemanno, Dimitry Conte, Oronzo Carrozzini.“