Banca MPS in caduta libera. Ecco i motivi alla base del sell-off

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Articolo di Trend OnLine Link

Avvio di settimana decisamente pesante per Banca Monte Paschi che non solo non riesce a trovare spunti per risalire la china, ma continua anche ad essere bersagliato da una pioggia di vendite.

Dopo aver chiuso la sessione di venerdì scorso con un crollo di oltre il 4%, quest’oggi il titolo mostra un andamento non molto diverso.

Banca MPS piegato dalle vendite. Crollo di circa il 14% in 4 sedute

Negli ultimi minuti Banca Monte Paschi passa di mano a 1,204 euro, con un tonfo del 4,29% e circa 4 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 3,9 milioni di pezzi.

Il titolo vive oggi la quarta seduta in ribasso e e fino a questo momento il bilancio è piuttosto pesante, visto che in questo arco temporale le quotazioni hanno lasciato sul parterre quasi il 14% del loro valore.

Banca Monte Paschi continua a rimanere nel mirino dei venditori e torna sui minimi di fine maggio dopo che venerdì scorso sono circolati dei rumor che stanno letteralmente affossando il titolo.

Banca MPS: rumor su slittamento oltre 2021 uscita MEF

Dal Sole 24 Ore si è infatti appreso che l’uscita del Tesoro dal capitale della banca senese, già prevista entro la fine del 2021, potrebbe slittare più avanti nel tempo.

In pratica il MEF potrebbe chiedere un’ulteriore proroga e l’eventuale uscita ritarda dal capitale potrà avvenire solo se ci sarà l’autorizzazione della Commissione europea su questo fronte.  

Banca MPS: la Fabi respinge spezzatino. Ecco cosa è meglio

A schierarsi in favore di un posticipo dell’uscita del Tesoro dal capitale di Banca Monte Paschi è Lando Sileoni, segretario generale della Fabi.

In un’intervista alla Stampa, quest’ultimo ha dichiarato: “Lo dico con chiarezza: non accetteremo lo spezzatino nè una macelleria sociale. Con la Fisac Cgil di Nino Baseotto e con gli altri sindacati siamo perfettamente in linea.

Sarebbe auspicabile ottenere una proroga dalla Bce per aspettare tempi e modalità migliori per un eventuale disimpegno dello Stato.

Se invece rimarrà per sempre pubblica vorrà dire che il Governo avrà ottenuto un importante successo che andrà riconosciuto”.

In altre parole, secondo Sileoni è meglio la banca pubblica della macelleria sociale, quindi è preferibile che Banca Monte Paschi per ora rimanga nelle mani del Tesoro piuttosto che essere ceduta adesso.

Banca MPS: attenzione ai posti di lavoro. Questione esuberi delicata

La questione chiave ruota infatti intorno ai posti di lavoro che sarebbero seriamente in pericolo e le cifre sono tutt’altro che trascurabili.

Nel caso di Banca Monte Paschi ad esempio si parla di ben 10mila esuberi che ai andrebbero a materializzare nel caso in cui si trovasse un acquirente.

Un’impresa quest’ultima che non appare neanche così tanto facile da realizzare, visto che il Governo avrebbe già sondato la disponibilità di Unicredit e Credit Agricole, senza però ottenere i risultati sperati.

I francesi infatti al momento hanno preso tempo, mentre Mustier, AD dell’istituto di Piazza Gae Aulenti, ha fatto sapere che potrebbe valutare un’acquisizione di Banca Monte Paschi ma solo a condizione che sia assicurata la totale neutralità sul capitale.